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Propoli per curare la candida - 06/03/2010
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Immagine notizia Uno studio riconosce l'attività antifungina della propoli

La candida è un fungo che “abita” nell’uomo ed è una patologia subdola diffusa molto più di quanto si pensi, tanto che qualcuno l’ha addirittura definita una vera e propria epidemia.

Spesso si è affetti da candida senza neanche saperlo poiché rimane in forma più o meno latente e non si mostra con sintomi evidenti, se non stimolata.

Alcuni di questi casi sono, per esempio, il diabete dove la presenza di zuccheri ne favorisce lo sviluppo; difatti è un problema che spesso affligge i pazienti diabetici che difficilmente riescono a liberarsene.

Altre situazioni scatenanti sono la scarsa ventilazione di parti del corpo dovuta a vestiti troppo stretti, confezionati in fibre sintetiche; scarpe che non lasciano traspirare e altri fattori simili. Ultime, ma non da meno, sono le ridotte o difettose difese immunitarie e le conseguenze a seguito di una terapia a base di antibiotici.

Quest’ultima, specie nelle donne, può scatenare la candidosi vaginale dovuta all’eliminazione del bacillo di Doderlein che è al centro dell’ecosistema vaginale.

C’è anche da tener presente che questo fungo si può trasmettere. Attenzione quindi ai rapporti sessuali. Uno dei sintomi più evidenti dell’infezione da candida è il prurito, intenso e quasi senza pace.

La candidosi vulvo-vaginale è proprio l’argomento di questo studio condotto da ricercatori brasiliani che hanno valutato l’effetto antifungino della propoli su essudati vaginali affetti da candida albicans e altri lieviti non candida albicans.

La dr.ssa Kelen F. Dalben-Dota e colleghi dell’Università di Maringá (Brasile) hanno analizzato 97 ceppi di lieviti ottenuti da diverse situazioni cliniche. Questi lieviti sono poi stati sottoposti all’azione di un antibiotico tradizionale utilizzato in questi casi, la nistatina. Allo stesso modo i lieviti sono stati sottoposti all’azione della propoli, l’estratto naturale prodotto dalle api a partire dalle gemme o dalla corteccia delle piante.

Il fine era quello di valutare i differenti effetti, ma soprattutto se la propoli poteva essere un valido sostituto naturale all’antibiotico.

I risultati ottenuti hanno mostrato che tutti i lieviti testati sono stati inibiti già all’esposizione di basse concentrazioni di propoli: fino a un massimo di 393.19μg/ml del contenuto totale di flavonoidi. Il tutto indipendentemente dalle condizioni cliniche della donna e le specie di lievito isolate.

Forti dei risultati positivi ottenuti, i ricercatori hanno concluso che l'ottima performance della propoli ne fa una candidata a nuove opzioni terapeutiche per la cura della candidosi vulvovaginale che non prevedano l’uso di antibiotici. Un’alternativa naturale ed efficace.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Alternative and Complementary Medicine. (lm&sdp)

Tratto da lastampa.it

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