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Segale come i lassativi per la stitichezza - 15/02/2010
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Immagine notizia Migliore motilità intestinale e attenuazione dei sintomi

La segale al pari dei lassativi in commercio nel ridurre i sintomi da stitichezza e promuovere l’evacuazione. Questo è il ruolo del cereale secondo uno studio finlandese.

I ricercatori dell’Università di Helsinki hanno pubblicato i risultati di un nuovo studio sulla rivista “Journal of Nutrition” dove riportano come l’assunzione di pane integrale di segale funzioni meglio contro la stitichezza che non l’assunzione di lassativi commerciali o il pane bianco.

«I risultati sono stati incoraggianti» ha commentato la dr.ssa Reetta Holma che ha coordinato lo studio. «Per quanto a nostra conoscenza, questo studio è il primo a valutare gli effetti del pane di segale nel trattamento della costipazione rispetto ai lassativi e, contemporaneamente, studiare i cambiamenti nel metabolismo del colon», ha poi aggiunto Holma.

Secondo i ricercatori l’effetto benefico della segale può essere ricondotto al suo buon contenuto in fibra. Questa verrebbe fatta fermentare dai batteri presenti nel colon portando poi a un aumento della presenza di acidi grassi a catena corta.

Grazie a dei polisaccaridi detti arabinoxilani, di cui la segale è ricca, si avvia una fermentazione che può indurre le contrazioni propulsive. Questo provoca un’accelerazione del transito con conseguente sollievo dalla costipazione, fanno notare i ricercatori.

Per lo studio sono stati reclutati 51 adulti affetti da stitichezza. I partecipanti sono stati suddivisi a caso in cinque gruppi. Il primo gruppo ha ricevuto 240 g al giorno di pane integrale di segale; il secondo una bevanda lattea con Lactobacillus rhamnosus GG (LGG); il terzo sia i pane di segale che la bevanda; il quarto gruppo del pane bianco; il quinto gruppo dei lassativi commerciali.

Al termine dello studio, gli appartenenti al primo gruppo hanno mostrato un aumento del transito intestinale in percentuale variabile dal 23% al 41%, mentre non vi sono stati cambiamenti significativi nel quarto e quinto gruppo.

L’integrazione di lattobacilli non ha mostrato significativi cambiamenti rispetto alla sola assunzione del pane integrale. (lm&sdp)

Articolo tratto da: lastampa.it

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