L'omeopatia è l'applicazione in campo medico del principio di similitudine. Il principio di similitudine si fonda sull'osservazione
di un fenomeno della biologia: ogni sostanza che a dosi ponderali è in grado di provocare dei sintomi in un soggetto sano, può curare
gli stessi sintomi in una persona malata quando è somministrata a dosi deboli.
Ad esempio la puntura dell'ape determina in una persona sana la brusca comparsa di bruciore e dolore trafittivo con edema rosato
migliorato dalle applicazioni fredde. Lo stesso veleno a dosi omeopatiche è in grado di curare ogni tipo di eruzione della pelle
caratterizzata da edema rosato migliorata da applicazioni fredde (orticaria, eczema, eritema solare, bruciature).
Il principio di similitudine fu intuito già da Ippocrate nel III sec. a.C. ("i simili sono curati dai simili"),
ma spetta al medico tedesco Samuel Hahnemann (1755-1843) il merito di utilizzare per primo il termine 'omeopatia', dal greco 'omoios'
(simile) e 'pathos' (sofferenza, malattia). Hahnemann definì l'omeopatia in maniera completa in 3 opere fondamentali da lui
scritte: "Organon" (1810), "Materia medica pura" (1811-1821) e "Malattie croniche" (1828).